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Festa della Facoltàtorna su

Il 12 maggio, la Comunità accademica si ritrova per fare festa e dire «grazie» agli studenti che terminano gli studi.

Non è la prima volta che la giornata di festa della Facoltà, dedicata al ringraziamento di fine anno accademico e saluto degli allievi che concludono il ciclo di studi, si concluda con una rappresentazione teatrale. Molti di noi ricorderanno il debutto con «Le lettere di Berlicche» del 2014, e la commedia comica dell’anno successivo, «Mors tua… vita meo».

La celebrazione eucaristica del mattino, presieduta dal Parroco don Emanuele Giannone, ha fatto da ouverture alla giornata. Gli allievi che concludono gli studi hanno animato la Messa ringraziando il Signore e la Comunità Accademica. Successivamente, i vari Corsi di Laurea magistrale e di di Diploma hanno voluto ribadire il loro grazie con canti, azioni sceniche e con una modalità appresa durante il Seminario teorico esperienziale del “teatro delle ombre”.

Nel pomeriggio, il gruppo teatrale formato dai giovani della Facoltà, ha messo in scena un’opera teatrale liberamente tratta da «Il Visitatore» di Eric Emmanuel Schmitt, drammaturgo e regista di nazionalità francese, tra gli autori più rappresentati sui palcoscenici d’Europa. A lui si è ispirato Daniele Wlderk per la stesura del testo che titola: “(Com)promesso”. Il testo teatrale ripercorre le tesi e le teorie del noto psicologo Sigmund Freud, considerato anche pioniere dell’ateismo scientifico. Tutto si ambientea nella città di Vienna, invasa dai tedeschi. Proprio nella notte in cui vive la sua più grande sofferenza, cioè il sequestro della figlia Anna da parte della polizia tedesca, Freud riceve una visita inaspettata, strana e confusa: il "Visitatore". Dio.

 

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