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La nostra Preside ci scrivetorna su

Roma, 11 marzo 2020

 

Carissime/i studenti,

non è ancora trascorsa una settimana intera dal giorno dell’interruzione delle lezioni e mi sembra sia già passato un secolo. Posso proprio dirvi a nome mio e di ciascun/a docente che ci mancate tanto! Altro è vedere la Facoltà vuota nei mesi estivi, altro adesso, nel pieno dell’anno. Ci fa tanta impressione e ad ogni momento ci pare di vedervi sbucare dalle aule per l’intervallo e così potervi incontrare per un saluto, un sorriso, uno scambio di sguardi e di vita.

Una casa salesiana senza giovani è proprio troppo vuota! Speriamo quindi che l’emergenza termini presto e possiamo incontrarci tutti nuovamente. Che bella festa sarà! Ma adesso dobbiamo essere forti per vincere insieme questo momento. Ogni giorno nella nostra preghiera ricordiamo ciascuno/a di voi, le vostre famiglie, i vostri amici e conoscenti e ci auguriamo che tutti stiate bene.

L’incalzare delle notizie, purtroppo, è preoccupante al punto da costringere il nostro Governo a emanare quasi giornalmente Decreti sempre più restrittivi. Tutti siamo consapevoli della gravità del momento che attraversa il nostro Paese, ma anche il resto del mondo, e penso anche alle studenti non italiane che guardano con apprensione le notizie sperando che nei loro Paesi non si diffonda il virus o si possa contenere! A loro va tutta la nostra solidarietà e preghiera! Tutti e tutte desideriamo certamente collaborare pienamente per quanto spetta a noi per poter sconfiggere il prima possibile l’ormai “innominabile” Covid-19.

Come avete visto, le nostre docenti e personale tecnico si sono messe subito a disposizione per approntare in fretta la possibilità della didattica on line e notiamo con soddisfazione che stiamo tutte/i cimentandoci in lezioni video-registrate, lezioni virtuali, messaggi e discussioni nei forum, lavori e materiali condivisi. Sento di doverli ringraziare proprio di cuore perché non stanno risparmiando forze e fantasia per raggiungervi nei modi più adatti ed efficaci.

Ringrazio anche le persone che qui in Facoltà continuano a lavorare negli uffici, mandando avanti le pratiche e svolgendo con dedizione il loro compito pensando al bene di tutti voi.

Immagino poi che ciascuno/a di voi si sia organizzato/a bene le giornate, programmando gli orari in modo da seguire le lezioni a distanza, impegnandosi nei lavori assegnati e nello studio dei vari contenuti. L’organizzazione personale unita ad una saggia disciplina, ma anche a momenti di distensione e relax, seppur vissuti in casa, farà sì che le giornate trascorrano serene e impegnate. La serenità e la calma in questo momento sono preziose da diffondere in famiglia, tra gli amici e nelle nostre comunità religiose, ma anche la raccomandazione di seguire scrupolosamente le indicazioni che vengono emanate e che vanno evidentemente solo a beneficio nostro e delle persone che ci sono vicine e che amiamo.

La fantasia a voi non manca e quindi vi esorto a trovare anche il modo, magari via chat o WhatsApp, di essere vicini/e a qualche persona che è più sola e ha bisogno di compagnia, amici o conoscenti che vanno sostenuti e incoraggiati. Magari qualche ragazzo o ragazza di cui siete amici, o che avete conosciuto al GREST e non ce la fa a fare i compiti, i bambini della nostra parrocchia a cui facciamo la catechesi, il gruppo adolescenti che seguiamo al sabato … perché non creare una video conferenza e aiutarli a distanza proprio come stanno facendo i/le vostre docenti? Oppure anche solo intrattenerli per passare serenamente qualche ora in compagnia? Sarebbe un modo bello di rendere “missionario” questo periodo imitando quanto don Bosco chiese ai suoi giovani durante il colera del 1854: non tanto di uscire per le strade, perché non possiamo e non dobbiamo, ma questo sì: pensare a chi ha bisogno di noi e trovare il modo di farci sentire vicini. In questo senso la tecnologia ci aiuta tanto!

Questi pensieri che ho condiviso con voi, come in una cordiale conversazione tra amici e amiche, sentivo di volerveli consegnare con il cuore perché so di cosa siete capaci, siete grandi e capaci di guardarvi attorno pensando agli altri. Sentiamoci spinti anche dal ricordo delle persone più colpite dal virus, ma pure degli operatori sanitari che eroicamente sono accanto a loro, anche a rischio della vita. Ci sia di esempio il loro coraggio ed altruismo perché questa esperienza - quando finalmente terminerà - ci trovi tutti più cresciuti da tanti punti di vista.

Bene, concludo salutandovi con tanto affetto e tanta vicinanza. Lo sapete che vi vogliamo tanto bene e aspettiamo con ansia il giorno del vostro ritorno tra noi!

 

Suor Piera, Preside

L'educazione dell'uomo è un risveglio umano

Jacques Maritain