|
Cerveteri: tra passato e presente
Non capita tutti i giorni di visitare la Necropoli di Cerveteri e il Santuario di Ceri, ma capita ancor più raramente di avere una presentazione accurata e documentata di essi. Ma si sa: l'eccezione conferma la regola.
Il nutrito gruppo di studenti, docenti, personale ausiliario, volontarie/i del Servizio Civile Nazionale, che ha celebrato la Giornata della Facoltà l'8 maggio, è stato testimone in prima persona di questa eccezione.
Partito verso le 08.00 con quattro pullman da Via Cremolino, sede della Facoltà, giunge a Cerveteri verso le ore 09.00 ed è accolto nell'Auditorium dell'Istituto di Istruzione Superiore E. Mattei.
La dott. Elena Marini, a nome dell'Associazione Artemide, porge i saluti e introduce la presentazione delle rispettive istituzioni con particolare riguardo a quanti, con la loro collaborazione, rendono possibile una visita del tutto singolare per numero, provenienza delle persone, interesse culturale.
Il prof. Settimio La Porta, docente di Filosofia estetica, presenta l'aspetto geografico-culturale dell'antico Lazio evocando, attraverso i versi di Virgilio e Orazio e la proiezione di alcuni quadri del '600, l'atmosfera arcadica, tipica delle zone comprese tra il Tirreno, i Colli Albani, la Valle del Tevere e dell’Aniene.
La dott.ssa Fabiana Angiolini, storica dell'arte, presenta la storia del piccolo borgo di Ceri e, in particolare, la storia del Santuario e dei suoi affreschi.
Conclude la dott.ssa Tiziana De Luca, archeologa, che presenta il passaggio dalla civiltà villanoviana a quella etrusca e si sofferma sul significato degli arredi ritrovati nelle tombe, come pure sulla tipologia delle tombe.
Con una simile presentazione si è più che equipaggiati per affrontare la visita vera e propria alla Necropoli della Banditaccia. Debitamente suddivisi in gruppi e accompagnati dalle guide, percorriamo le strade che portano alle tombe, immerse nel verde, in uno spazio che sembra fuori del tempo...
Visitiamo, in forma del tutto eccezionale, la Tomba degli Scudi, aperta appositamente per noi. Si rimane colpiti e affascinati dal modo con cui gli Etruschi consideravano la vita, la morte, la pari dignità uomo-donna; il senso di eterno che aleggia in quelle «case» costruite nel tufo.
Terminata la visita, ci si sposta nella zona ristoro per il pranzo: un ampio spazio tra prati e alberi con tavoli e panche, tavolini e sedie. Una sala ristorante migliore di questa, dove trovarla?!
Ceri e il suo Santuario
Dopo la meritata sosta-pranzo, si riprendono i pullman per raggiungere Ceri. L'ultimo tratto, quello che dà l'accesso all'abitato arroccato su uno sperone tufaceo, si fa a piedi e ci consente di dialogare, scambiarci pareri, chiacchierare.
Nel Santuario di Ceri ci attende il Parroco, che ci introduce al significato storico-pastorale di esso. Ai piedi dell'immagine della Madonna di Ceri, preghiamo per la Chiesa e per il mondo intero, affidando a lei, Madre di misericordia, le nostre vite e l'impegno per una seria formazione umana e professionale.
La giornata, ricca di esperienza culturale, spirituale, fraterna si conclude proprio qui, nella casa di Maria, quasi auspicio a divenire, per quanti ci sono affidati e quanti incontriamo, dimora umanizzante.
|