La 21° Giornata della Facoltà: visita a Ceri

Il senso della "Giornata della Facoltà"

"La Giornata della Facoltà" è stata istituita dall'allora Vice Gran Cancelliere Madre Marinella Castagno in occasione del 150° anniversario della nascita di S. Maria Domenica Mazzarello (9 maggio 1987), Confondatrice con don Bosco dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, educatrice cha ha inciso fortemente nella maturazione della gioventù e la cui missione oggi prolunghiamo nella storia.
La celebrazione annuale della giornata è un momento forte dell'anno accademico vissuto, con modalità diverse, con spirito di gratitudine e impegno.
Gratitudine perché in questa occasione si sperimenta la preghiera e la solidarietà di tanti amici, superiori, benefattori, fratelli e sorelle di ogni parte del mondo; gratitudine, perché si sperimenta quanto il Signore ci elargisce attraverso questa nostra istituzione nata nel cuore della Chiesa.
Impegno, perché ogni membro della comunità accademica è chiamato a dare il suo contributo affinché l'Auxilium possa raggiungere la sua finalità di preparare educatrici ed educatori capaci di rispondere efficacemente all'emergenza educativa del nostro tempo.

Quest'anno la Facoltà sceglie di celebrare la 21° Giornata della Facoltà con una particolare iniziativa rivolta a tutti gli studenti, i docenti e il personale ausiliario: la visita culturale a Cerveteri e a Ceri...


Ceri

La città attuale venne fondata nel 1236 su un precedente piccolo abitato risalente al VII secolo, quando gli abitanti della vicina Caere (Cerveteri) abbandonarono quest'ultima per trasferirsi in una posizione meglio difesa naturalmente.
Fra il XIII secolo ed il XIV secolo Ceri fu dominio dei Normanni, per poi passare di proprietà di alcune delle più grandi famiglie romane: dagli Anguillara (di cui fu grande esponente Renzo di Ceri) ai Cesi, ai Borromeo, agli Odescalchi e per finire ai Torlonia, che in gran parte ne sono ancora proprietari.
Nella piazza principale del paese sorge la Chiesa della Madonna di Ceri, nel luogo dove anticamente esisteva il culto della dea Vesta.


Il Santuario dell'Immacolata Concezione

La Chiesa dell'Immacolata Concezione, insieme con la canonica, costituisce l'isolato centrale di Ceri, abbarbicato sul punto più alto del banco tufaceo.

La Chiesa, in quanto tale, presenta oggi una forma disordinata che solo per approssimazione si può descrivere a tre navate con un'abside e un vano di transetto settentrionale. Ad enucleare la costruzione originaria stanno soprattutto due parti, sostanzialmente congruenti tra loro nell'estensione e nella cronologia (XII secolo):

  • una è il pavimento cosmatesco ben conservato in due ampi tratti, uno antistante l'abside (rialzato su un gradino), l'altro al centro della navata centrale che si estende verso l'ingresso;
  • l'altra parte relativamente antica è l'abside semicircolare che presenta una partitura architettonica in tufo di relativa semplicità, ma di notevole raffinatezza.
  • Le tre cappelle della navata sinistra sono collegate tra loro da due porticine nelle spesse mura divisorie. Di particolare importanza spirituale sono la cappella che accoglie il quadro della Madonna e quella dedicata a S. Antonio.

Tra le opere della Chiesa e del suo Santuario, le più significative sono gli affreschi del XII secolo, scoperti nel 1980 e recuperati nel 1989. Tutta la Chiesa ne era ricoperta, ma nel XVI secolo fu danneggiata dal Duca Valentino Borgia e metà di essa crollò.

Gli affreschi rimangono sulla parete destra e sono posti su tre fasce da venti riquadri. I più interessanti riguardano episodi dell'Antico Testamento come la creazione del mondo, dell'uomo e della donna, la tentazione del serpente, la cacciata dal paradiso terrestre, l'arca di Noé, il sacrificio di Isacco, Giuseppe venduto dai fratelli, il Roveto ardente, Mosé davanti al faraone ed infine il passaggio del mar Rosso.

Carattere saliente di questi affreschi è l'abbondanza di iscrizioni inserite nella compagine decorativa e nella trama iconografica.



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